Ci sono le cose perfette e ci sono le cose sbagliate.
Titubando sull'utilità culinaria del post che sta per essere pubblicato, si è deciso comunque di condividere questa ricetta, per onestà intellettuale perchè c'eravamo detti "se viene bene la metto sul blog!" perchè, soprattutto non sempre il risultato parla da solo, ci sono milioni di attimi che si perdono se si dovesse giudicare solo dall'inizio e dalla fine di una cosa. A volte può essere tutto sbagliato e andare benissimo lo stesso. Ed è proprio questo concetto che vogliamo sviluppare Oggi.
There are two colours in my head
What is that you tried to say?
What was that you tried to say?
Everything in its right place
Roastbeef sbagliato
pezzo di carne legata
olio
aglio
spezie
Innanzitutto accertatevi di sapere come si scrive roastbeef perchè non è così scontato e se non sapete l'inglese e vi capita di cercare la ricetta per cucinarlo (non in questo blog!) su internet potreste scoprire che il web ignora il pezzo di carne che vi attende in cucina. Invece si scrive R-O-A-S-T-B-E-E-F. E allora il web ne sa a bizzeffe!
Ma non è la ricetta trovata su internet che vi interessa, è la voglia di riproporre il roastbeef di Mamy o l'ultima variante mangiata a casa di Amici, e l'ansia da prestazione si impossessa di voi. Questo è un errore comune a chi si accontenta, vi basta riprodurre l'odore e la parvenza del sughino che voi conoscete per credere che il Roastbeef si cucina così.No!
Comunque prendete il pezzo di carne che vi siete sapientemente scelto, ovvero quel tocco di ciccia rossa tutta intrigata in una rete, fatelo rosolare in una padella dai bordi alti, 5 minuti per parte in un sughino di olio, aglio, origano e le spezie del Campo che preferite.
A questo punto dovreste chiudere il pezzo di ciccia rosolata con un coperchio e farlo cuocere ancora qualche minuto.
Togliete il pezzo dal fuoco e in teoria il roastbeef dovrebbe essere cotto fuori e tenero dentro, bello insaporito dalle spezie e dovreste avere un ricco sughetto con cui bagnarlo una volta tagliato a fette.
In teoria, perchè nella nostra Happy Kitchen dobbiamo aver sbagliato qualcosa, ma ancora non sappiamo bene cosa.Anzi, accettiamo volentieri consigli e varianti fantasiose. Il contorno invece era buonissimo, era domenica ed eravamo Noi. Sapeva tutto di buono lo stesso.
Del resto una rosa è una rosa e il roastbeef di Mamy è il roastbeef di Mamy.
lunedì 23 giugno 2008
Roastbeef Sbagliato
Tortello Perfetto
Una tavola imbandita, mani che lavorano, mani che lavorano più sapientemente delle altre, una domenica, un paesiello che chiama, il rombo di una Cinquecento, guazza che va, Guazza che viene, occhi sinceri e bocche eccitate.
Certi sapori saranno sempre i più buoni, senza timori di confronti, senza tempo che li sciupa. "Quella volta che mangiammo i tortelli dalla Sandra", "quella volta che gli diede Perfetta" diremmo, e ci ricorderemo tante cose insieme dentro un unico piatto.
Stavolta non ci sono ingredienti da dare, certe ricette sono la persona che li fa e il suo mondo intorno, il resto è come l'ombrellino di carta dentro un cocktail.
Erano più di 400, erano di patate, erano gli ultimi della stagione e un'amorevole eccezione , erano i primi per qualcuno, i più buoni per qualcun'altro, segretamente commuoventi per me.
Oggi non daremo ricette di cucina ma suggerimenti di viaggio per il prossimo pranzo domenicale che vi concederete: sbarcate in Mugello, scegliete un ristorante consigliato da qualcuno della zona, ordinate i Tortelli di Patate e non fatevi in nessun modo ingannare dal "raviolo".
Non saranno i Tortelli Perfetti badate bene, quelli potremmo raccontarveli ancora, instancabilmente, sotto mille altre sfaccettature, ma non si mangiano da nessuna altra parte che intorno a quel tavolo. Beati Noi.
Etichette: Figlia di una Vestaglia Blu, paesiello, tortelli
mercoledì 4 giugno 2008
Gnocchi alla Romana
Week end romano. Immaginarsi turisti e scoprirsi a casa. Ecco come è andata davvero e perchè abbiamo celebrato con uno gnocco alla romana il nostro ritorno a casa. Un romano probabilmente non riconoscerà in questo piatto qualcosa di tipico, ma noi ci abbiamo sentito lo stesso la magia di trastevere, la semplicità della gente, l'eleganza discreta della città, l'incontrarsi per la prima volta e il rincontrarsi, come se fosse ieri, come se fosse famiglia.
Gnocchi alla Romana
1 litro di latte
500 gr di semolino
besciamella
pepe nero
pancetta
parmigiano
Fate scaldare il latte in una pentola alta anti aderente, aggiungete un cucchiaino di sale e quando comincerà a bollire versate il semolino e mescolate senza interruzioni continuando a cuocere.
Coprite con un coperchio e lasciate riposare per qualche minuto in modo che continui a cuocersi. Potete eventualmente aggiungere una noce di burro per ammorbidire il tutto, c'è chi nell'impasto mette anche un uovo per farlo amalgamare o il parmigiano per farlo insaporire. Fate voi, Happy Kitchen celebra l'approssimazione come una forma di libertà!
A questo punto stendete l' impasto su un ripiano, sopra della carta da forno. Date uno spessore alla semola di circa un centimetro, un centimetro e mezzo.
Procuratevi un bicchiere che abbia il diametro che preferite abbia lo gnocco, la mia tazzina del caffè che mi ha regalato Lisa è perfetta!
Sbizzaritevi adesso, tornate bambini sulla spiaggia e create tante formine tonde. Imburrate una teglia da forno e posizionate uno gnocco appoggiato all'altro...vi faranno quasi tenerezza a vedere che si sorregono uno con l'altro!
Adesso, sbizzaritevi, decorate con la pancetta, il pepe, uno strato di besciamella e del parmigiano,tutto a vostro piacimento.
Informate a 180° fino a che, non vedrete apparire una crosticina gustosa che dice "mò me puoi magnà"!
