mercoledì 23 aprile 2008

Menù della Liberazione


É un giorno importante, e anche dal punto di vista culinario...
se non abbiamo testimonianze "culinarie" come per la guerra civile spagnola (la cuoca di Buenaventura Durruti di cui parleremo più avanti), abbiamo nel nostro DNA quello che la guerra di liberazione dal nazi-fascismo ha significato, in termini soprattutto di sacrifici, per quell'esercito improvvisato di partigiani che ha mollato tutto per la libertà... anche nostra...
Sacrificio: fame, freddo, paura.

Il 25 aprile è il giorno simbolo della liberazione d'Italia, quel giorno del 1945 veniva liberata dai partigiani Milano, ultima tappa di un percorso che ha coinvolto tante città, tanti paesi e zone del nostro paese. Una lotta che ha insegnato a tanti cosa vuol dire sfuggire ad una dittatura, scegliendo la parte più difficile: quella di imbracciare un fucile, mollare casa e famiglia, rischiare la propria vita.
Questa scelta in tanti l'hanno fatta nel 1943, ma tanti l'hanno perseguita per tutti gli anni del fascismo.
A loro la nostra ricetta di felicità.

Come si festeggia il 25 aprile?
Principalmente in due modi: gita sugli itinerari partigiani (magari sulla linea gotica) e allora per voi il cestino liberato, oppure in piazza e allora ecco un menù apposito.

MENU' DELLA LIBERAZIONE
...la mia piccola patria dietro la linea gotica, sa scegliersi la parte...

* spaghetti al pomodoro
magari non si addice al pranzo popolare di piazza, ma è significativo, perché è una cosa che si mangia in tutta Italia, e la liberazione è stata forse il momento che più ci ha unito nel '900.
E poi è semplicità, perché semplici erano le persone che si sono battute fino in fondo: contadini, lavoratori soprattutto.

Ingredienti x 4 persone:
spaghetti 350 gr
pomodorini a pezzi / passata di pomodoro
basilico
aglio
sale
olio
un sorriso
una lacrima

Preparazione:
mettete una pentola con acqua a bollire, aggiungete il sale grosso quando bolle e poi buttate gli spaghetti.
Nel frattempo preparate il sugo: in una padella scaldate l'olio con l'aglio, quando comincia a rosolare aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti, oppure la passata di pomodoro.
Aggiungete un po' di sale.
Fate cuocere per 15 minuti a fuoco molto lento (ci abbiamo messo 23 anni a liberarci dal fascismo, il fuoco all'epoca fu lento e poi intenso tutto insieme).
Mischiate con la pasta (al dente o come vi piace) e aggiungete il basilico.
Sorridete e tenetevi la lacrima per non scordare mai.

* grigliata mista
Non solo perché si presta ad una bella giornata di sole all'aperto, ma anche e soprattutto perché c'è da festeggiare e in grande stile.
Per cui: grigliata mista, di carne, verdure per i vegetariani, pesce se siete al mare...

Qui lasciamo alla vostra fantasia e ai vostri gusti

Non dimenticate il pane: mettetelo sulla griglia, quando già state spegnendo il fuoco, ad abbrustolire, poi olio, sale, aglio...

* vino: rosso, tanto e buono

e se vi resta spazio allora anche un dolce:

* dolce alle mandorle e un po' di nocino
così penserete all'appenino tosco-emiliano, alla provincia di Modena, alla Prima Repubblica Partigiana di Montefiorino...
Ma di questa vi forniremo la ricetta la prima volta che la realizziamo...il nocino però ci vuole DOC della provincia modenese o di reggio emilia!

IL CESTINO LIBERATO
... Il bersagliere ha cento penne e l'alpino ne ha una sola, il partigiano ne ha nessuna e sta su i monti a guerreggiar, là sui monti vien giù la neve, la tormenta dell'inverno, ma se venisse anche l'inferno il partigiano rimane là, quando poi ferito cade non piangetelo dentro al cuore perché se libero un uomo muore non gli importa di morire...

Armatevi e partite anche voi. Stavolta avrete il sole e sarà festa e se decidete di ripercorrere i luoghi della memoria questo è il Cestino Liberato che vi consigliamo.

panini con la frittata
panini con la mortadella
formaggio & baccelli
frutta di stagione
biscotti vari tipici della vostra regione

Cucinate la frittata a casa, sbattendo uova q.b con sale quanto basta e fatela cuocere in un pò d'olio.
Comprate la mortadella. Rimane, nonostante tentativi di renderlo l'affettato di una parte,l'affettato universale: tutti almeno una volta nella vita abbiamo pensato che come un panino con la mortadella non c'è niente.
Il pane, vi consigliamo quello fatto in casa, qui descritto, celebrate l'attesa e ricordate il sacrificio.
Se invece voleste replicare il pane, così come si faceva davvero...

"Vi segnalo un trucco partigiano per il pane.
La panificazione era procedimento rischioso, il fumo del forno si vedeva
da lontano (e magari veniva da luoghi dove in teoria il grano era stato
tutto confiscato dai nazifascisti), così si metteva a repentaglio la vita
dei contadini che generosamente prestavano i forni e la legna. Quindi si
doveva farne tanto tutto insieme e farselo durare il più a lungo
possibile.
L'impasto veniva fatto lievitare meno del solito: così il pane si preserva
più a lungo, fino a 10 giorni.
E per farlo più "tascabile" lo si modellava in forma schiacciata.
Almeno qui in Toscana lo si chiamava "galletta".
(Grazie a Giovanni Baldini per questa preziosa ricetta e alla Federazione Regionale Toscana delle Assocaizioni Antifasciste e della Resistenza)

Procuratevi formaggio, baccelli, frutta in quantità e una bella tovaglina a quadretti. Portate i dolcetti tipici della vostra regione, amate la diversità, scopritene le similitudini e ricordate che siamo tutti diversi uguali.
Avrete bisogno di un pasto calorico, ma anche pratico. Spezzate il pane con le mani e mangiate il formaggio a morsi. Tornate a gesti veri, necessari.
Avrete il vino, avrete i canti, sentirete la festa ma non dimenticate il silenzio, la contemplazione dei luoghi, lo spirito e il cuore di chi ha creduto e ha scelto di lottare per un mondo libero e giusto.

Grazie a tutte le partigiane e i partigiani d'Italia!

Prima di partire, o quando tornate vi consigliamo di guardare questo video:
Lungarno - ci chiamavano ribelli





“Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo”
George Santayana

martedì 22 aprile 2008

La Caprese del Domani

Oggi abbiamo il privilegio di ospitare la ricetta di felicità di un caro ispiratore in gesti, immagini e sapori di Happy Kitchen. Siamo commossi dalla sua naturale capacità di immedesimarsi nel gioco della felicità in cucina, ma non dovevamo avere dubbi visto che alla domanda "come stai?"il suo "bEEEEEEne" riecheggia fiero e deciso tutto intorno, e sembra dire "io lo so sai come si fa".
Enjoy the future.


La Caprese del Domani

tanta mozzarella di bufala DOP
tanti pomodori profumati
basilico del davanzale
olio buono, sale un pizzico di pepe


Tappatevi in casa, mettete su un cd di balli popolari a coprire il rumore della pioggia. Indossate un maglione extra perché sembri più caldo.

La mozzarella di bufala, nella sua confezione ancora chiusa, è immersa in un ciotolo di acqua calda, in modo da riprendere sapore, ammorbidirsi e distendersi, rilassarsi, espandersi (Barbarina, napoletana, usa una metafora che non sto a ripetere).
Intanto il pomodorino, lì accanto, è immerso anche lui in acqua a dimenticare la terra. Anche voi, in questo momento, galleggiate in una piscina.

Il basilico: lo avete comprato e rinvasato troppo presto, con troppo entusiasmo. Sta lì a prendersi il freddo di aprile, ma gli date fiducia. Tagliate i gambi a modino, prendendo la parte con le foglie più in alto, così da far luce a quelle sotto che - credeteci, è importante - cresceranno a loro volta.

Aprite la bufala e annusatela a fondo. Tagliatela a fette, non prima di averle dato un bel morso, come si fa davanti al caseificio di Santa Maria Capua Vetere inchinandosi ben bene per non sgocciolare sui sandali. Credetevi a sud.

Tagliate i pomodori (inspirate, sorridete), addobbate, condite, muovete due passi a ritmo del cd di pizziche o tarantelle.
Se siete fortunati, un vecchio coinquilino ha lasciato delle friselle in fondo a una dispensa. Allora la piscina l'avrete anche a tavola: un bel coccino colorato pieno d'acqua in cui tuffare una ad una le friselle, pensando al mare.

G.C

lunedì 21 aprile 2008

Pane al Pane


Ancora Pane, ma stavolta è una sfida e può essere che si vinca.
Ci si mette alla prova anche solo per avere delle conferme, che non tutto quello che sembra difficile è davvero difficile. E che anche queste sono piccole mete della vita.

Quel giorno che facemmo il pane

500 gr di farina tipo 0
300 gr di acqua del rubinetto
15 gr di lievito di birra
1 cucchiaio di sale

Fate sciogliere il lievito nell'acqua, unite alla farina e con un mestolo di legno cominciate a mescolare. Quando comincia ad essere amalgamato toglietelo dalla ciotola e mettetelo in un piano abbastanza largo di lavoro e cominciate a impastarlo. Mettetteci tutto,le dita, i polpastrelli,il desiderio,lo stupore di sentire che a un certo punto la consistenza dell'impasto cambia. L'impasto non deve mai essere appiccicaticcio, se è così aggiungete farina, se è troppo duro aggiungete acqua.
Quando vi faranno male le braccia, è l'ora di mettere l'impasto a lievitare dentro una ciotola che coprirete con uno strofinaccio stando attenti a non far passare aria. L'impasto deve rimanere 2,30-3 ore ad una temperatura di 25°, al caldo insomma, coccolato.
In queste tre ore di attesa fate qualcosa di bello, preparate altro cibo, mettetevi in ghingheri, non abbiate fretta.
Prendete l'impasto, stendetelo di nuovo su un piano infarinato fino a dargli una forma rettagolare. Arrotolatelo, come fareste con un poster e poi a pagnotta creata producete due tagli a formare una X.
Lasciatelo riposare ancora 45-60 minuti.
Infornate a 200 gradi fino a che la prova dello stecchino non lo dà per fatto.

Le reazioni al risultato possono essere variegate,potreste cominciare a ballettare vorticosamente, potreste essere colti da tic vari, potreste avere le lacrime agli occhi e anche tutte queste reazioni insieme. Soprattutto lasciatevi inebriare dal profumo di pane che inonda casa vostra.

E poi religiosamente, affettate.

Non dimenticate la cosa principale: in tutte queste fasi fate in modo di incrociare lo sguardo di qualcuno, ancor meglio se è quello delle persone che amate, casualmente e domenicalmente riunite intorno a voi.
Si incroceranno mondi che fanno il vostro mondo e sentirete qualcosa dentro,allo stato brado, che sa di cosa vera.Pane al pane.


"W Il Pane, W la Pace"
Fratelli Cervi, 1942

giovedì 17 aprile 2008

Lovely Breakfast

Le ricette di felicità le scopriamo giorno per giorno e giorno per giorno affiniamo,con stupore, la tecnica. Non che la felicità diventi un esercizio automatico, anzi, è piuttosto un esercizio di concentrazione.
Ci siamo resi conto che innanzitutto c'è bisogno di forze, vitamine e fantasia.
Oggi quindi serviremo la colazione, detta anche "colazione del campione", "colazione dell'ammmmore", "trattamento benessere","colazione di primavera".
Una volta ho letto una cosa sulla colazione, diceva che chi non mangia la mattina a colazione è come se rifiutasse in qualche modo di affrontare il giorno che gli sta davanti, è la scelta di voler cominciare, o ricominciare appunto.
La nostra colazione è così composta:


Spremuta d'Arance della Strada
Yogurt Bianco fatto in Casa
Torta Paradiso di Mamy



Spremuta d'Arance della Strada

Comprate una cassa d'arance, la soddisfazione più grande che potreste avere è trovarla presso qualche camioncino parcheggiato all'angolo della strada in cui abitate. Dopo la quarta volta che lo vedrete sulla strada con le cassette schierate non potrete resistetere alla tentazione di fermarvi seppur dubbiosi sulla provenienza delle arance e certi del loro alto contenuto di gas di scarico.
Il venditore/arancere/camionista farà anche finta di farvi un prezzo di favore,e voi lo sapete benissimo, ma la soddisfazione di andarvene con la cassetta di legno piena di arance varrà più della realtà dei fatti.

2/3 arance per un bicchiere
4/5 arance per due bicchieri

Yogurt Bianco fatto in Casa

Comprate quello che preferite, ma che si senta un pò l'acido del latte e dei fermenti vivi!E' quello il sapore originale!Happy Kitchen vi terrà sempre alla larga da tutto quello che è imitazione, surrogato, ipocalorico.
C'è anche una divertente e romantica macchinetta per fare lo yogurt, costa poco,dà molte soddisfazioni, vi permette di risparmiare e non consumare inutili vasetti di plastica.
Si prende un litro di latte intero si mescola ad un vasetto di yogurt intero o se preferite ai fermenti lattici vivi (se qualcuno usa questo metodo ci illumini)e si sposta il liquido nei vasetti, si lascia scaldare nella macchinetta apposita e dopo 10-12 ore, il composto da liquido sarà diventato solido e potrete consumarlo, non prima di averlo lasciato riposare almeno per un'ora in frigo. Il risultato è ottimo e potete sbizzarirvi con frutta, cioccolato o miele.
Soprattutto sentirete l'emozione delle cose fatte in casa, e vi verrà improvvisamente voglia di fare il pane, l'olio, il vino e magari anche di trasferirvi in campagna.

Torta Paradiso di Mamy



Mi piace immaginare che Mamy abbia inventato questa torta, ma è probabilmente la ricetta più antica del mondo. Di sicuro è la torta più veloce che io abbia mai visto fare. E poi sa di mamma.

250 gr di zucchero
250 gr di farina
3 uova
1 confezione di panna liquida piccola
1 bustina di lievito

Sbattete lo zucchero con le uova fino ad ottenere....ebbene si, una specie di zabaione.
Se siete troppo emozionati per continuare, fermatevi pure qui. Riassaporate i vostri pomeriggi all'aperto, con la bici, il pallone,i gessetti, il grembiule della Nonna.
Se ce la fate a continuare, aggiungete successivamente e in quest'ordine la panna liquida, la farina, il lievito e riamalgamate insieme.
Verrà un composto mordibo e cremoso che avrete voglia di infilarci il dito, fatelo e poi trasferite il rimanente in una teglia, meglio se a forma di cuore.
Cuocetela in forno a 180° per 45 minuti, la prova dello stecchino vi dirà se è cotta o no.

P.S Il tempo di preparazione di questa torta è forse la ragione che vi convincerà a a provarla, 7 minuti se usate lo sbattitore elettrico, 15 se usate il mestolo.

Consigli d'uso per Lovely Breakfast

Fischiettate mentre spremete le arance.
Apparecchiate la tavola, per voi o per più persone ma non perdete l'abitudine di coccolarvi.
Potete scegliere ovviamente cosa mangiare, il consiglio è di mangiare la torta con lo yogurt, unirne i sapori, bere la vostra spremuta, fare un commento sulle arance, sulle stagioni, sul tempo che manca sempre, su certe cose che aiutano a catturare il tempo.

Variante della domenica

Per la domenica si consiglia di tenere qualche frutta fresca in casa e unirla al banchetto.Le fragole fanno molto colore e molto domenica, ma quando sarà il tempo, in un bel coccino sistemate delle Albicocche appena lavate, assaporatele insieme alla goccia d'acqua, affondate il morso e il naso dentro.


E Buon Inizio.

martedì 15 aprile 2008

Pane Secco

Happy Kitchen si scusa ma oggi non ha ricette felici da proporvi: consiglia comunque di congelare il congelabile, conservare pane secco e non buttare via gli scarti.
Non tutti gli scarti son da buttare.

lunedì 14 aprile 2008

Farfalle alle Zucchine del Campo

Molti degli ingredienti delle ricette che leggerete provengono direttamente e con orgoglio "dal Campo".
"Il Campo" sta a questo blog come una biblioteca sta al sapere.

Almeno lì, la natura impone ancora le proprie regole e poi c'è la Terra, ci sono i lombrichi, le erbacce. Dall'ultimo aggiornamento ricevuto si trovano in ordine sparso di maturazione anche basilico, cipolle, insalata e radicchi vari, baccelli, saporitissima frutta -anche se le ciliege son difficili da far venir buone-, melanzane, piselli, zucche & zucchine e patate.

Se non avete il privilegio di un nonno contadino che può raccontarvi i segreti del Campo, la prima cosa che ho imparato io è che ci sono molte lezioni di vita tra una zolla di Terra e una verdura, e una di queste è che la Terra si stanca. Anche lei. Si.

La Terra si stanca e se per un anno intero è stata coltivata a patate, l'anno dopo, altra Terra permettendo, andrebbe lasciata riposare. Il famoso Maggese, direbbe Qualcuno!
Perchè la Terra si impegna, dona sali minerali e per riprodurli deve starsene lì beata a prendere pioggia per una stagione prima che sia pronta per una nuova coltivazione. In mancanza di Terra e avendo necessità di coltivare, si cambia verdura concedendo alla terra ospiti meno invasivi, nel caso della Terra in questione, zucchine.

Questa è la ragione per cui avrei dovuto parlarvi delle patate, ma vi parlerò delle zucchine:)



P.S Ognuno di noi avrebbe diritto al proprio Maggese, nell'impossibilità sistematica e fisica di quest'ultimo,il Campo consiglia di trovare la propria "pioggia di sali minerali" o il proprio "ospite meno invasivo" per alleggerirsi l'esistenza da, ahimè, fatiche & tristezze che impestano la vita quotidiana.


Farfalle alle Zucchine del Campo
ricetta facile per un giorno difficile

5 o 7 zucchine del Campo con fiore
farfalle q.b
olio
sale,peperoncino, prezzemolo, pepe se vi va
1 o 2 spicchi di aglio

Tagliate le zucchine del Campo a rondelle o, se vi rilassa di più a quadrettini. Tagliate anche i fiori. In una padella anti aderente mettete olio e aglio e soffriggete fino a che non ritenete che sia soffritto! Buttate le zucchine del Campo e i loro fiori e salate. Mescolate cuocendo a fuoco basso e aggiungete un pò d'acqua. Continuate a cuocere, aggiungete il peperoncino se vi va, il pepe se vi va, il prezzemolo se vi va e spengete quando le zucchine del Campo sono morbide e saporite. Tecnicamente si dice anche trifolate.
A parte, avrete fatto bollire l'acqua e buttato successivamente le farfalle. Una volta cotte, mescolate tutto insieme e mangiate lentamente.


P.P.S Un grazie particolare a R.C, senza il cui contributo, evidentemente, questa ricetta e i segreti del Campo non avrebbero potuto essere raccontati.

venerdì 11 aprile 2008

Sformato di broccoli Mercoledì

Oggi gli ingredienti per una cucina felice sono smalto e rossetto rosso fiammante.
Volevo inaugurare questo blog con gli onori con cui si va al primo appuntamento, agghindata e eccitata come chi comincia e chi, comunque, ci prova, anche se per gioco.
Oggi è venerdì, oggi è il mio primo post, oggi Friday I'm in love dei Cure è l' incoraggiamento e il ritmo musicale che mi dò.
Niente è un dettaglio quando si cucina. O quando si racconta di cucina:)
Quindi, così bardata, e di Venerdì, ripercorro la mia ricetta anche se parla di Mercoledì.

Sformato di broccoli Mercoledì
(Ah, perdonate l'approssimazione, ma è un pò il vanto di chi cucina...andare ad occhio!)

due ceste di broccoli
3 uova
un pò di latte
un pò di ricotta
una vaschetta di pancetta
sale
e ovviamente pepe
una spolverata di parmigiano


Lessate i vostri broccoli fino a poter affondarci dentro una forchetta, con metodi tradizionali vi ci vorrà almeno 20 minuti.
Trasferiteli in una padella antiaderente e cuoceteli ulteriormente aggiungendo via via un pò di latte, fino a che non otterete una pappina e tutte le parti del broccolo saranno ammorbidite.
A questo punto, un'operazione che io adoro, frullare. Sarà la parola in sè, "frrrrrrulllllare" che mette allegria, sarà il fascino di vedere un corpo solido farsi morbido e docile, ma le lame del mixer sono magiche.
Frullate dunque il composto fino ad ottenere una crema spumosa. In mancanza di mixer fate andare il broccolo e il latte il più possibile in padella, anche se il composto è più grezzo l'effetto non sarà compromesso...anzi!Non sempre l'intervento delle macchine migliora il risultato delle cose!
A questo punto sbizzarritevi..in una ciotola amalgate il composto di broccoli con 3 uova (anche due se non è molto), sale, pepe, pancetta (se avete il prosciutto cotto va benissimo, il sapore sarà più dolce) e la ricotta. Improfumate, mescolate, assaggiate e quando il verdolino del composto vi soddisferà, spostatelo in una teglia da forno, spolveratelo con del parmigiano e poi fate una giravolta su voi stess* in celebrazione della conclusione del piatto (vi capita così spesso di portare a termine una cosa? a me no!ecco perchè la cucina è un esercizio sano, contribuisce all' autostima!).
Infornatelo, a forno già caldo, 180°, diciamo per 45 minuti...quando il parmigiano comincia a scurirsi vuol dire che è cotto.

Questo è il classico piatto da metà settimana, quando il frigo ospita ancora gli ingredienti della spesa del week end ma qualcosa già comincia a deteriorarsi...ed è un piatto che non ha pretese di essere la star del pasto, ma neanche l'ultimo arrivato. Un Mercoledì insomma.
Ah, porta anche fortuna...ma questa è un'altra storia.


Always take a big bite
It's a gorgeous sight
to see you eat in the middle of the night
You can never get enough
enough of this stuff
It's Friday I'm in love!

sabato 5 aprile 2008

La Torta di Ricotta

Cominciamo con qualcosa di semplice....
gli ingredienti sono pochi ma essenziali:

250 gr di farina
250 gr di zucchero
250 gr di ricotta
1 bustina di lievito
3 uova
scorza di limone
zucchero a velo

Mescolare la ricotta con lo zucchero, aggiungere i tuorli delle uova (i bianchi metteteli in un altro recipiente), la farina ed il lievito.
Io uso il cucchiaio di legno, perché mi piace, mi rilassa e mi sembra che funzioni proprio bene...
Montare il bianco delle uova a neve (per capire quando è montato bene basta frullare fino a che si formano le "pieghe") e mescolare assieme al resto.
Aggiungere un po' di scorza di limone e infornare per 40 minuti a 180°.
Per essere certi della cottura infilate uno stuzzicadenti, se è asciutto vuol dire che è cotta.
Finito tutto cospargere di zucchero a velo.

(NOTA DELLA NONNA: se non avete lo zucchero a velo, potete tritare lo zucchero bianco...)

giovedì 3 aprile 2008

Benvenut* nella nostra cucina felice!

Questo blog non sarà solo una bacheca di ricette...
Vogliamo arrivare a descrivere gli odori e i sapori degli ingredienti necessari per una cucina felice!

Vogliamo arrivare a dimostrare che basta un cucchiaio di legno, un forno, una pentola e pochi attrezzi per rimettere tutti i pezzi di un'esistenza al suo posto, in un equilibrio di gusto, sapore, che coinvolge corpo e mente!

In cucina nascono i discorsi più impegnati, le storie più belle, le risate più fragorose... per ricordarcene, per condividerle, per aiutare chi sta cercando qualche ricetta di felicità... e un po' così perché ci va, posteremo su questo blog quello che di solito è rimasto segreto nelle mail che frequentemente ci scambiamo sull'argomento :-)

Il motto è cucina semplice, cioè qualcosa che è effettivamente realizzabile, non ricette incredibili con milioni di ingredienti e difficili che ti frustrano e basta! Per questo happy kitchen!

Naturalmente siamo aperte a commenti / suggerimenti / ricette / consigli etc.

A presto,
Kay e Checcaos