
Qui a Firenze da dove cuciniamo, c'era una volta un cinema, un posto particolare, qualcosa che potremmo culinariamente definire un Polpettone, perchè come il Polpettone era fatto di tanti ingredienti insieme che lo rendevano una realtà sociale e culturale unica e ogni sera diversa. Quando ne abbiamo ascoltato la storia a noi è sembrata anche un pò una favola, qualcosa da raccontare ai grandi prima di andare a dormire come ai bimbi si raccontano certe storie fantastiche.
Ne abbiamo nostalgia anche se non l'abbiamo mai visto, e ancora di più ci dispiace che luoghi così non esistano più.
Per questo, forse, anche, ci siamo dati al cibo.
Vi invitiamo a visitare www.cinemauniversale.it e a guardare il trailer del film e con un pò di fantasia a cucinare il Polpettone. Al posto di quel cinema c'è una discoteca adesso, ma almeno capirete lo spirito di quel tempo.
Polpettone Universale
macinato
avanzi di carne, salsiccia, affettati
una patata lessa
pinoli
uovo
sale, pepe, peperoncino
prezzemolo
formaggi a tocchi
pangrattato
latte
Tirate fuori dal frigo tutti gli avanzi di cui disponete. In un recipente, mescolate lavorandolo con una forchetta il macinato (la base di partenza) i vostri avanzi, canticchiando e gridando tutto quello che vi passa per la testa, perchè all'Universale facevano così mentre proiettavano i film.
Aggiungete spezie e prezzemolo, la patata lessa schiacciata, un uovo, i pinoli, il formaggio se lo avete. Mescolate i profumi, aggiungete a piacimento, a ripetizione, il Polpettone è un carnevale, non prendetevi sul serio.
A questo punto formate una grande polpetta allungata, passatela nel pangrattato (io mischio il pan grattato al parmigiano grattugiato)e disponetela in una teglia da forno.
Irrorate la teglia e il Polpettone d'olio e accostate al polpettone del porro e pomodoro (polpa o sugo) che diventerà il sughetto per fare scarpetta.
Infornate a 180° per una ventina di minuti.
Universale perchè è per tutti e unico perchè ogni volta sarà ancora la prima volta!
Ci sono fatti, piatti che non si perdono. E il loro "rimanere" è la misura di quello che hanno contato, del loro valore sociale oltre che della loro qualità in sè. Ma soprattutto la volontà e l'ostinazione di alcuni possono tenere in vita pezzi di storia che rischiano sempre più di essere omologati e sfuggire alla memoria.
Ogni piccolo pezzo di storia ci appartiene.
Quindi fatevi raccontare le ricette della nonna, cercate la storia, Abburraggiugategnene e saremo tutti più ricchi!
giovedì 13 novembre 2008
Polpettone Universale
Etichette: cinema, polpettone
giovedì 23 ottobre 2008
Zuppa di Zucca del Ritorno

Tornare significa anche ritirare fuori le proprie pentole!
Saccheggiare il banco del mercato dei prodotti del campo, ricordarsi gli ingredienti, reinventare dosi e soluzioni.
La Zucca è stata da sempre una mia fedele alleata, la Zucca erano i tortelli della nonnina, i primi esperimenti in cucina, una sopresa. Adesso è diventata anche l'ingrediente dell'Ammmore: quando c'è da celebrare, stagione permettendo, si mangia Zuppa di Zucca.
Zuppa di Zucca del Ritorno
Zucca
1 scalogno
acqua/latte
sale
Scrostate la Zucca e tagliatela a piccoli pezzi, più piccoli saranno e prima si cuocerà.
Preparate il soffritto con lo scalogno e quando l'olio sarà insaporito buttate la Zucca.
Salate e aggiungete l'acqua (o brodo o latte)meglio se calda. Coprite la vostra pentola con un coperchio e attendete che la Zucca si lessi e si spappoli piano piano. Aggiungete acqua (o brodo o latte) a vostro piacimento, di più se volete una zuppa più liquida, meno se la volete più corposa.
Alla fine della cottura, ci vorrà almeno una mezz'oretta, otterrete una purea grossolana. A questo punto, il fantastico minipimer darà un tocco chic alla vostra zuppa: frullate il tutto e rendetelo cremoso.Vellutato!
A questo punto scatta l'ingrediente magico, sempre a vostro piacimento: peperoncino, besciamella (per rendere il tutto ancora più cremoso e saporito), parmigiano.
Servite possibilmente in coccini neri (anche il contrasto del colore fa la sua parte) spolverate con pepe nero e servite con qualche mandorla spezzettata finemente.
Meglio ancora se fuori è inverno. Bentornati.
domenica 5 ottobre 2008
La maionese!
Il commento più bello alla mia maionese lo ha fatto Alice, nota consumatrice di troiai vari: "ma è proprio come quella che si compra!" E detto da lei è un super complimento!!!
Ma veniamo a noi: pronta la frustina? Allenato il polso?
Ok, rimettete a posto la frustina, e il polso tenetelo per il tennis, quello che vi serve per la maionese è giusto un aiuto dal minipimer!
La ricetta è semplice e sicuramente la conoscete già: 1 uovo (tutto eh, non diviso chiara e tuorlo), uno spicchio di limone, un pizzico di sale e olio di semi di girasole q.b. (una variante rispetto al limone è l'aceto).
Il trucco è montarla in un contenitore di vetro.
Comunque: si parte dall'uovo, iniziare a montare col minipimer, strizzare il limone e aggiungere il sale, dopo che è tutto amalgamato iniziare a versare l'olio piano piano, sempre continuando a montare, più aggiungete olio e più la maionese diventa densa, fate delle prove per capire come si adatta meglio al vostro gusto :-)
Si conserva in frigo per un giorno.
Ho sfidato più di un goloso di maionese, ed è finita che esaurito il pane hanno iniziato con le dita :-P
Provate e fatemi sapere.
Etichette: maionese
venerdì 1 agosto 2008
Dolce In Vacanza
Pronti per partire e quasi quasi adesso che le vacanze sono proprio vicine ci piacerebbe rimanere qui a goderci questa attesa continuando ad immaginarcele. Qualcuno diceva "la fretta dà emozione, ma lascia troppo tempo vuoto".
Utile anche da applicare alla cucina...
Il dolce proposto è frutto di un passaparola, così ci hanno raccontato, ma a onor del vero, è una ricetta di strada, di quelle che si raccontano, che vengono intercettate, tramandate e poi finiscono nei piatti di casa come se fossero ricette proprie. Questo per noi è il "Dolce della Sandra", ma dipende a casa di chi lo assaggiate la prima volta: può chiamarsi con tanti nomi!
Oggi è il Dolce in Vacanza e infatti non vi ruberà molto tempo.
1 vasetto da 500gr di Yogurt Bianco (di quella marca che invita a fare l'amore con il sapore)
1 pacco di Pavesini (i pavesini sono solo i pavesini)
Marmellata a scelta, della Nonnina, di Mamy, della Coop, ma il gusto sceglietelo voi
In questo dolce conta parecchio la struttura;) In una ciotola alta e capiente cominciate a creare uno strato di pavesini, uno strato di Yogurt e piccole spennellate di Marmellata. Andate avanti così creando strati sempre più alti e sempre più consistenti fino a a che non considerate che ognuno degli invitati sarà soddisfatto con la sua porzione.
Decorate l'ultimo strato a piacimento e tenete in frigo a riposare per almeno un paio d'ore, più rimane e più il Pavesino fa l'amore con lo Yogurt innominabile.
It's a perfect day for letting go
for setting fire to bridges
boats
and other dreary worlds you know
let's get happy!
it's a perfect day for making out
to wake up with a smile without a doubt
to burst grin giggle bliss skip jump and sing and shout
let's get happy!
Etichette: marmellata, vacanza, yogurt
martedì 22 luglio 2008
Patate che sanno di Patate

Ad un certo punto mi son girata e l'immagine che ho visto parlava di uomini, sudore, fatica, solidarietà.
Tutti intorno a un Campo di Patate, di mattina quando ancora è fresco, tutti piegati a modo loro sulla Terra, accanto, cassette vuote colorate e file di patate.
La Raccolta di Patate ha bisogno di schiene e gambe allenate, di buone chiacchere per far passare la fatica, di Donne intorno che coccolano la fatica.
A ricompensare c'è l'odore della Terra Fresca, un pranzo luculliano in un giardino fiorito, il senso della Famiglia, Patate che sanno di Patate come quelle di Giuliano e una cassa di tuberi ad uso personale per sbizzarrirsi in cucina.
Patatine Fritte
Patate del Campo
Olio per Friggere
Sale
Grattugia Speciale
La patata fritta non è proprio una specialità, perchè si sa che fritto è buono tutto, ma questa è la patata fritta che Mamy fa per tutti i bambini della famiglia e noi che ci sentiamo tanto bambini esultiamo ogni volta che è servita!
Taglaite le patate a fettine sottili con una grattugia speciale che le fa proprio tonde e perfette come quelle che comprate nel sacchetto.
Sciaquatele bene per fare andare via l'amido e poi asciugatele con altrettanta cura.
Non fate altro che riempire una padella di olio per friggere e quando sarà a bollore buttate le patate!
Preparatevi a mangiare con le mani e a finirle prima che arrivino in tavola!
Evviva!!
giovedì 10 luglio 2008
Trofie non è mai troppo Tardi
Fin dal primo tentativo di replicare la ricetta che vi andiamo ad esporre, abbiamo capito che era una ricetta vincente. Perchè è fresca, ma anche da buon vino rosso, è verdura ma anche carne, è veloce ma anche metodica, è quello che la volete far diventare.
Molte volte inconsapevoli ospiti hanno gustato questo Primo Piatto estivomaancheinvernale e a onor del vero, l'unica volta in cui il fondamentale condimento ha fatto cilecca è stata di fronte ad un amico chef. Ma è ssssssicuramente un'altra storia.
Il piatto di oggi è stato scoperto durante un pranzo domenicale (ovviamente questa è la nostra versione) che era un vero e proprio elogio ad Happy Kitchen, quando ancora Happy Kitchen non esisteva.
E proprio a chi ci ha offerto questo piatto da tutte le stagioni e per tutte le tipologie di ospiti (fuori che gli amici chef) è dedicato questo post, perchè ci ha ricordato un'importante principio di Felicità: se qualcuno di voi ha un esatto e scentifico significato per "Tardi", si accomodi. Per noi tardi è ora, è domani, non lo sarà mai. Con molta discrezione, diciamo Brava a C. perchè ci ricorda che non è mai abbastanza tardi per prendersi quello che si vuole.
Questo piatto ce lo ha servito lei. Perfettamente al dente;)
Trofie non è mai troppo Tardi
carote
zucchine
pancetta (affumicata o dolce, a proprio gusto)
sale
pepe
peperoncino
Procuratevi una giusta quantità di di carote e una giusta quantità di zucchine, non di quelle artificiali, ma quelle che sono leggermente pelosette e di stagione.
Potete tagliarle a rondelle, a quadrettini, a forma di cuore ma la soluzione più veloce che abbiamo trovato è stata tagliarle a julienne con una grattugia a fori grossi. Otterrete una montagna enorme e soffice verde-bianca e arancione che metterete a cuocere in una padella dopo aver scaldato l'olio con uno spicchio di aglio intero.
Consigliamo di mettere prima le carote, un pò più lunghe a cuocere delle zucchine.
Versate un pò d'acqua via via e lasciate che si formi un sughino brodoso, la pasta lo riassorbirà una volta che mescolerete il tutto.
A un certo punto, ovvero quando ritenete che "ci siamo quasi" aggiungete la pancetta e amalgamate.
Non scordate di salare, pepare a vostro gusto. Peperoncino obbligatorio.
Cuocete la pasta, vi consiglaimo pasta corta e piccola tipo trofie, farfalline piccoline della pubblicità, fusillini, ogni cosa che finisce con -ini, evitate invece il fusillo ciccione, è stata la causa principale del flop con l'amico chef.
A pasta cotta mecolate il tutto, lasciate anche un pò di acqua per la pasta, può farvi comodo se il sughino è troppo denso.
Per la cronaca sarà servito anche stasera.
Bene, Bravi, Bis.
lunedì 23 giugno 2008
Roastbeef Sbagliato
Ci sono le cose perfette e ci sono le cose sbagliate.
Titubando sull'utilità culinaria del post che sta per essere pubblicato, si è deciso comunque di condividere questa ricetta, per onestà intellettuale perchè c'eravamo detti "se viene bene la metto sul blog!" perchè, soprattutto non sempre il risultato parla da solo, ci sono milioni di attimi che si perdono se si dovesse giudicare solo dall'inizio e dalla fine di una cosa. A volte può essere tutto sbagliato e andare benissimo lo stesso. Ed è proprio questo concetto che vogliamo sviluppare Oggi.
There are two colours in my head
What is that you tried to say?
What was that you tried to say?
Everything in its right place
Roastbeef sbagliato
pezzo di carne legata
olio
aglio
spezie
Innanzitutto accertatevi di sapere come si scrive roastbeef perchè non è così scontato e se non sapete l'inglese e vi capita di cercare la ricetta per cucinarlo (non in questo blog!) su internet potreste scoprire che il web ignora il pezzo di carne che vi attende in cucina. Invece si scrive R-O-A-S-T-B-E-E-F. E allora il web ne sa a bizzeffe!
Ma non è la ricetta trovata su internet che vi interessa, è la voglia di riproporre il roastbeef di Mamy o l'ultima variante mangiata a casa di Amici, e l'ansia da prestazione si impossessa di voi. Questo è un errore comune a chi si accontenta, vi basta riprodurre l'odore e la parvenza del sughino che voi conoscete per credere che il Roastbeef si cucina così.No!
Comunque prendete il pezzo di carne che vi siete sapientemente scelto, ovvero quel tocco di ciccia rossa tutta intrigata in una rete, fatelo rosolare in una padella dai bordi alti, 5 minuti per parte in un sughino di olio, aglio, origano e le spezie del Campo che preferite.
A questo punto dovreste chiudere il pezzo di ciccia rosolata con un coperchio e farlo cuocere ancora qualche minuto.
Togliete il pezzo dal fuoco e in teoria il roastbeef dovrebbe essere cotto fuori e tenero dentro, bello insaporito dalle spezie e dovreste avere un ricco sughetto con cui bagnarlo una volta tagliato a fette.
In teoria, perchè nella nostra Happy Kitchen dobbiamo aver sbagliato qualcosa, ma ancora non sappiamo bene cosa.Anzi, accettiamo volentieri consigli e varianti fantasiose. Il contorno invece era buonissimo, era domenica ed eravamo Noi. Sapeva tutto di buono lo stesso.
Del resto una rosa è una rosa e il roastbeef di Mamy è il roastbeef di Mamy.
Tortello Perfetto
Una tavola imbandita, mani che lavorano, mani che lavorano più sapientemente delle altre, una domenica, un paesiello che chiama, il rombo di una Cinquecento, guazza che va, Guazza che viene, occhi sinceri e bocche eccitate.
Certi sapori saranno sempre i più buoni, senza timori di confronti, senza tempo che li sciupa. "Quella volta che mangiammo i tortelli dalla Sandra", "quella volta che gli diede Perfetta" diremmo, e ci ricorderemo tante cose insieme dentro un unico piatto.
Stavolta non ci sono ingredienti da dare, certe ricette sono la persona che li fa e il suo mondo intorno, il resto è come l'ombrellino di carta dentro un cocktail.
Erano più di 400, erano di patate, erano gli ultimi della stagione e un'amorevole eccezione , erano i primi per qualcuno, i più buoni per qualcun'altro, segretamente commuoventi per me.
Oggi non daremo ricette di cucina ma suggerimenti di viaggio per il prossimo pranzo domenicale che vi concederete: sbarcate in Mugello, scegliete un ristorante consigliato da qualcuno della zona, ordinate i Tortelli di Patate e non fatevi in nessun modo ingannare dal "raviolo".
Non saranno i Tortelli Perfetti badate bene, quelli potremmo raccontarveli ancora, instancabilmente, sotto mille altre sfaccettature, ma non si mangiano da nessuna altra parte che intorno a quel tavolo. Beati Noi.
Etichette: Figlia di una Vestaglia Blu, paesiello, tortelli
mercoledì 4 giugno 2008
Gnocchi alla Romana
Week end romano. Immaginarsi turisti e scoprirsi a casa. Ecco come è andata davvero e perchè abbiamo celebrato con uno gnocco alla romana il nostro ritorno a casa. Un romano probabilmente non riconoscerà in questo piatto qualcosa di tipico, ma noi ci abbiamo sentito lo stesso la magia di trastevere, la semplicità della gente, l'eleganza discreta della città, l'incontrarsi per la prima volta e il rincontrarsi, come se fosse ieri, come se fosse famiglia.
Gnocchi alla Romana
1 litro di latte
500 gr di semolino
besciamella
pepe nero
pancetta
parmigiano
Fate scaldare il latte in una pentola alta anti aderente, aggiungete un cucchiaino di sale e quando comincerà a bollire versate il semolino e mescolate senza interruzioni continuando a cuocere.
Coprite con un coperchio e lasciate riposare per qualche minuto in modo che continui a cuocersi. Potete eventualmente aggiungere una noce di burro per ammorbidire il tutto, c'è chi nell'impasto mette anche un uovo per farlo amalgamare o il parmigiano per farlo insaporire. Fate voi, Happy Kitchen celebra l'approssimazione come una forma di libertà!
A questo punto stendete l' impasto su un ripiano, sopra della carta da forno. Date uno spessore alla semola di circa un centimetro, un centimetro e mezzo.
Procuratevi un bicchiere che abbia il diametro che preferite abbia lo gnocco, la mia tazzina del caffè che mi ha regalato Lisa è perfetta!
Sbizzaritevi adesso, tornate bambini sulla spiaggia e create tante formine tonde. Imburrate una teglia da forno e posizionate uno gnocco appoggiato all'altro...vi faranno quasi tenerezza a vedere che si sorregono uno con l'altro!
Adesso, sbizzaritevi, decorate con la pancetta, il pepe, uno strato di besciamella e del parmigiano,tutto a vostro piacimento.
Informate a 180° fino a che, non vedrete apparire una crosticina gustosa che dice "mò me puoi magnà"!
martedì 27 maggio 2008
Folk Kitchen
Consigli utili o solo folkore intorno alla cucina, prendeteli come vi va, io stasera rovescerò vino & forchette..non si sa mai.
1.Se cade una forchetta vuol dire che è imminente la visita di un uomo.
2.Se si rovescia la bottiglia del vino si annunciano eventi fortunati.
3.Versare il pepe annuncia un prossimo litigio con il migliore amico.
4.Versare olio è segno di malaugurio.
5.Il paneposto a rovescio sulla tavola porta carestia.
6.Gettare il guscio di un uovo intero determina sofrtuna:prima di buttarlo via bisogna spezzarlo.
7.Le posate, se poste a tavola a forma di croce portano sfortuna.
8.A tavola è meglio non sedersi all'angolo:si rischia di non sposarsi.
9.Porta male versare il vino con la sinistra.
10.La saliera, a tavola, non va mai passata di mano in mano, ma poggiata in modo che l'altro la prenda sempre dal tavolo.
11.La tradizione siciliana vuole che i cannoli venagano regalati agli amici, in numero non inferiore a dodici.
12.Il pane non is dovrà mai preparare di domenica nè il venerdì santo, pena gravi sventure.
13.Non bisognerebbe mangiare mele il girono di Natale, perchè ricordano il pomo della discordia.
14.La tovaglia non va scossa di sera, pena sciagure a catena.
15.Si crede che i cetrioli smetteranno di crescere se si indicano con il dito prima di raccoglierli.
16.Porgere un coltello dalla parte della lama fa perdere l'amicizia.
17.E' meglio non invitare ospiti a pranzo di venerdì, giorno nefasto.
18.Porta sfortuna tenere il cucchiaio con la mano sinistra.
19.Chi mangia la testa dell'oca è destinato a diventare pazzo.
20.Se si rovescia l'olio per terra, bisogna buttarvi un pizzico di sale.
mercoledì 21 maggio 2008
Pennette Rubate
Da queste parti siamo stati presi da un iper attivismo carico di progetti, fai-da-te e cambi di rotta primaverili...si necessita di post it ovunque per dare un'ordine alle incobenze.
Cucinare è diventata una tra le voci dei post it, quando ci piacerebbe che fosse sempre domenica e che il tempo dei fornelli fosse un tempo da poter inventare e montare come si fa con il bianco dell'uovo.
Si passa dunque agli stratagemmi, allo scongelamentoselvaggio, al (così definito) spelluzzichino, che "comodo ma come dire poca soddisfazione" diceva Qualcuno.
Tutto questo per dirvi che la ricetta sottostante l'abbiamo rubata...si, perchè di sperimentare in questi giorni non ne abbiamo proprio il tempo e anche se Happy Kitchen ci tiene a dare suggerimenti per la tavola che siano veri esperimenti di padella e di vita...stavolta ci dobbiamo solo immaginare il sapore di ciò che vi proporremo, noi la proveremo prima o poi.
Per onestà culinaria, devo dirvi che questo piatto è stato rubato in televisione non più tardi di una domenica fa. Le montagne dietro al cuoco che stava cucinando in diretta erano troppo belle e così ci siamo soffermati anche sulla ricetta!
Pennette Rubate
pennette rigate
patate
pancetta
cipolla
formaggio cremoso a vostro gusto
pepe nero
Portate l'acqua salata ad ebollizione con dentro dei dadini di patata che nel frattempo lesseranno. A parte in una padella fate sciogliere il burro, aggiungete la cipolla e attendete che quest'ultima si imbiondisca.
A questo punto aggiungete la pancetta. Lasciate il tutto sfregolare...(non è una parola bellissima???)!
Buttate le penne e a cottura ultimata scolate il tutto, mescolate al contenuto della padella e, dopo aver scelto il vostro formaggio cremoso preferito, mescolate e spolverate con del pepe nero.
Tempo televisivo di cottura 7 minuti senza la pubblicità, a voi ci vorrà un pò di più.
Se vi chiedono che ricetta è, dite che è tipica del nord, addirittura valdostana oppure dite che l'avete inventata voi al momento, farete sempre bella figura.
P.S Omar è tornato a casa (tornato?andato?mumble mumble)e ha cominciato a mangiare il latte della Mamma, questa si che è una conquista!!:)
Etichette: formaggio cremoso, pancetta, patate, tempo
venerdì 9 maggio 2008
E' nato Omar!
Happy Kitchen ha l'enorme emozione e privilegio di dare il benvenuto a Omar!
Aveva così tanta fretta che non ci ha neanche dato il tempo di preparare un discorso ufficiale, non possiamo fare altro che sbronzarci dalla felicità e dedicargli questa ricetta. Da ora in avanti, la semplicità, la scoperta, il gioco saranno ancora di più il nostro obiettivo, quindi attendiamo curiosi le ricette delle sue pappine!!
E oggi il pollo non poteva che essere ubriaco.
Pollo Ubriaco
1 Petto di pollo
salvia
acqua frizzante
vino rosso Chianti
Fate soffriggere in una padella olio e salvia in abbondanza. Quando la salvia diventa croccante mettete il pollo a pezzetti o a fette. Fatelo colorire davanti e dietro e irrorate con poca acqua frizzante. Lo sapevate? L'acqua frizzante non fa schizzare l'olio in padella!! Ce l'ha suggerito Omar proprio stamattina!!
Coprite con un coperchio e quando il pollo vi sembra cotto, levate il coperchio e irrorate con gioia con mezzo bicchiere (ma oggi abbondate!) di vino rosso Chianti. Vedrete piano piano il sughino colorare il pollo, profumare la cucina, inebriarvi dappertutto!Attendete tutte queste alchimie e servite.
La scarpetta è d'obbligo, altrettanto Chianti d'accompagnamento completerà il piatto e l'euforia indescrivibile di questo giorno!
Grazie ad A. che ci ha suggerito questa ricetta e che spesso ispira le nostre cenette con i suoi piatti.
Alla tua Omar!!
Etichette: acqua frizzante, Omar, pollo, vino rosso
mercoledì 7 maggio 2008
Orata in Vacanza
Trasformare un giorno qualunque, ecco lo scopo di questa ricetta.
Innanzitutto fate precedere il tutto da un evento non programmato. Stupitevi.
Il consiglio di Happy Kitchen è una passeggiata improvvisata, datevi l'impressione che siete nel pieno del pomeriggio anche se sono le 8 di sera e siete pure stanchini dopo una giornata di lavoro, indossate una maglietta dalle maniche corte,portatevi dietro solo le chiavi di casa, godetevi il polline, i fiori dei giardini, guardate dentro le case con le finestre aperte dove anche lì, si sta preparando la cena.
Una volta tornati nella vostra cucina, vi sembrerà di essere stati in vacanza e non avrete speso nulla, o quasi.
Orata in Vacanza
1 orata
2 patate
8/10 pomodorini
prezzemolo
limone
origano
peperoncino
Certo,non è da tutti i giorni avere un'orata nel frigo, ma a meno che non siate riusciti romanticamente a pescarla, potete trovarla a tutte le ore sotto chili di giaccio del vostro superfrescato, ups, scusate supermercato preferito.
Se l'Orata è intera, o in offerta, o appena pescata, vi toccherà pulirla. Apritela in due nel senso della lunghezza e togliete tutte le interiora, dopodichè lavatela bene sotto l'acqua. Purtroppo il pesce continuerà a guardarvi con l'occhio spalancato, ma poi ci farete l'abitudine. Sob.
Salate l'Orata dentro e fuori, soprattutto dentro.
Nella pancia infilate uno spicchio di limone, del rosmarino, del prezzemolo. Preferibilmente del Campo, che odorano di più, comunque insaporitela!
A questo punto tagliate le patate e sistematele nella teglia tutte intorno all'Orata.
Irrorate d'olio e ponete il piatto nel forno per circa 40 minuti a 180-200°.
A metà cottura incorporate i pomodorini, o tagliati a metà o interi.
L'occhio del pesce continuerà a guardarvi, quindi non vi affidate a quello per vedere se è cotta, la consistenza del pesce vi sarà più d'aiuto.
Se volete potete aggiungere, sempre a metà cottura un bicchiere di vino bianco secco, non è fondamentale, al limite lo berrete poi come accompagnamento.
A parte, strizzate mezzo limone e sbattetelo in una ciotolina con l'olio a cascata.
Otterrete una salsina spumosa di olio e limone, ottima per condire il pesce.
A vostro gusto, potete aggiungere il peperoncino.
E Buona Vacanza.
domenica 4 maggio 2008
Torta salata: ricotta e spinaci
Ma non per questo va sminuita... è il motivo per cui tengo sempre degli spinaci congelati e compro sempre la ricotta!
E poi è molto utile quando dovete portare un piatto e non avete tempo!
Io dovevo portarla al primo compleanno del mio nipotino... lui ha compiuto 6 anni, ma questo era il suo primo compleanno nella nuova famiglia, e quindi un giorno importante, per lui e per noi...
Ma io col pancione che avanza, non posso prodigarmi in salti culinari... e così: torta di ricotta e spinaci!
Premetto: se non avete tempo, o avete un pancione enorme comprate la pasta sfoglia già pronta, io ho fatto così ;-)
Ingredienti:
1 confezione di pasta sfoglia
300 gr di spinaci (secondo me vanno bene anche surgelati)
1 uovo
noce moscata (se piace)
un po' di parmigiano reggiano grattugiato (eh no! Qui niente scorciatoie: si grattugia, non si compra già grattugiato :-P)
un cubetto di burro
sale
Preparazione:
sciogliere il cubetto di burro in una padella e metterci a cuocere gli spinaci (se avete gli spinaci li avete giustamente in foglie, allora tagliatele a fettine e lessatele prima in acqua).
Salate.
Mescolate.
Quando avete finito di cuocere, aggiungete un pizzico di noce moscata e il parmigiano reggiano (che avete grattugiato!).
Aggiungete la ricotta e dopo l'uovo.
Mischiate tutto con la bacchetta magica (il cucchiaio di legno!).
Riscaldate il forno.
Preparate la pasta sfoglia, distendendola in una casseruola foderata con la carta da forno.
Versate l'insieme e create con le dita delle pieghe ai bordi (come vedete nelle foto dello slideshow).
A questo punto infornate: 180° per 20/25 minuti.
Etichette: ricotta, spinaci, torta salata
mercoledì 23 aprile 2008
Menù della Liberazione

É un giorno importante, e anche dal punto di vista culinario...
se non abbiamo testimonianze "culinarie" come per la guerra civile spagnola (la cuoca di Buenaventura Durruti di cui parleremo più avanti), abbiamo nel nostro DNA quello che la guerra di liberazione dal nazi-fascismo ha significato, in termini soprattutto di sacrifici, per quell'esercito improvvisato di partigiani che ha mollato tutto per la libertà... anche nostra...
Sacrificio: fame, freddo, paura.
Il 25 aprile è il giorno simbolo della liberazione d'Italia, quel giorno del 1945 veniva liberata dai partigiani Milano, ultima tappa di un percorso che ha coinvolto tante città, tanti paesi e zone del nostro paese. Una lotta che ha insegnato a tanti cosa vuol dire sfuggire ad una dittatura, scegliendo la parte più difficile: quella di imbracciare un fucile, mollare casa e famiglia, rischiare la propria vita.
Questa scelta in tanti l'hanno fatta nel 1943, ma tanti l'hanno perseguita per tutti gli anni del fascismo.
A loro la nostra ricetta di felicità.
Come si festeggia il 25 aprile?
Principalmente in due modi: gita sugli itinerari partigiani (magari sulla linea gotica) e allora per voi il cestino liberato, oppure in piazza e allora ecco un menù apposito.
MENU' DELLA LIBERAZIONE
...la mia piccola patria dietro la linea gotica, sa scegliersi la parte...
* spaghetti al pomodoro
magari non si addice al pranzo popolare di piazza, ma è significativo, perché è una cosa che si mangia in tutta Italia, e la liberazione è stata forse il momento che più ci ha unito nel '900.
E poi è semplicità, perché semplici erano le persone che si sono battute fino in fondo: contadini, lavoratori soprattutto.
Ingredienti x 4 persone:
spaghetti 350 gr
pomodorini a pezzi / passata di pomodoro
basilico
aglio
sale
olio
un sorriso
una lacrima
Preparazione:
mettete una pentola con acqua a bollire, aggiungete il sale grosso quando bolle e poi buttate gli spaghetti.
Nel frattempo preparate il sugo: in una padella scaldate l'olio con l'aglio, quando comincia a rosolare aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti, oppure la passata di pomodoro.
Aggiungete un po' di sale.
Fate cuocere per 15 minuti a fuoco molto lento (ci abbiamo messo 23 anni a liberarci dal fascismo, il fuoco all'epoca fu lento e poi intenso tutto insieme).
Mischiate con la pasta (al dente o come vi piace) e aggiungete il basilico.
Sorridete e tenetevi la lacrima per non scordare mai.
* grigliata mista
Non solo perché si presta ad una bella giornata di sole all'aperto, ma anche e soprattutto perché c'è da festeggiare e in grande stile.
Per cui: grigliata mista, di carne, verdure per i vegetariani, pesce se siete al mare...
Qui lasciamo alla vostra fantasia e ai vostri gusti
Non dimenticate il pane: mettetelo sulla griglia, quando già state spegnendo il fuoco, ad abbrustolire, poi olio, sale, aglio...
* vino: rosso, tanto e buono
e se vi resta spazio allora anche un dolce:
* dolce alle mandorle e un po' di nocino
così penserete all'appenino tosco-emiliano, alla provincia di Modena, alla Prima Repubblica Partigiana di Montefiorino...
Ma di questa vi forniremo la ricetta la prima volta che la realizziamo...il nocino però ci vuole DOC della provincia modenese o di reggio emilia!
IL CESTINO LIBERATO
... Il bersagliere ha cento penne e l'alpino ne ha una sola, il partigiano ne ha nessuna e sta su i monti a guerreggiar, là sui monti vien giù la neve, la tormenta dell'inverno, ma se venisse anche l'inferno il partigiano rimane là, quando poi ferito cade non piangetelo dentro al cuore perché se libero un uomo muore non gli importa di morire...
Armatevi e partite anche voi. Stavolta avrete il sole e sarà festa e se decidete di ripercorrere i luoghi della memoria questo è il Cestino Liberato che vi consigliamo.
panini con la frittata
panini con la mortadella
formaggio & baccelli
frutta di stagione
biscotti vari tipici della vostra regione
Cucinate la frittata a casa, sbattendo uova q.b con sale quanto basta e fatela cuocere in un pò d'olio.
Comprate la mortadella. Rimane, nonostante tentativi di renderlo l'affettato di una parte,l'affettato universale: tutti almeno una volta nella vita abbiamo pensato che come un panino con la mortadella non c'è niente.
Il pane, vi consigliamo quello fatto in casa, qui descritto, celebrate l'attesa e ricordate il sacrificio.
Se invece voleste replicare il pane, così come si faceva davvero...
"Vi segnalo un trucco partigiano per il pane.
La panificazione era procedimento rischioso, il fumo del forno si vedeva
da lontano (e magari veniva da luoghi dove in teoria il grano era stato
tutto confiscato dai nazifascisti), così si metteva a repentaglio la vita
dei contadini che generosamente prestavano i forni e la legna. Quindi si
doveva farne tanto tutto insieme e farselo durare il più a lungo
possibile.
L'impasto veniva fatto lievitare meno del solito: così il pane si preserva
più a lungo, fino a 10 giorni.
E per farlo più "tascabile" lo si modellava in forma schiacciata.
Almeno qui in Toscana lo si chiamava "galletta".
(Grazie a Giovanni Baldini per questa preziosa ricetta e alla Federazione Regionale Toscana delle Assocaizioni Antifasciste e della Resistenza)
Procuratevi formaggio, baccelli, frutta in quantità e una bella tovaglina a quadretti. Portate i dolcetti tipici della vostra regione, amate la diversità, scopritene le similitudini e ricordate che siamo tutti diversi uguali.
Avrete bisogno di un pasto calorico, ma anche pratico. Spezzate il pane con le mani e mangiate il formaggio a morsi. Tornate a gesti veri, necessari.
Avrete il vino, avrete i canti, sentirete la festa ma non dimenticate il silenzio, la contemplazione dei luoghi, lo spirito e il cuore di chi ha creduto e ha scelto di lottare per un mondo libero e giusto.
Prima di partire, o quando tornate vi consigliamo di guardare questo video:
Lungarno - ci chiamavano ribelli
“Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo”
George Santayana
Etichette: dolci, liberazione, pasta, pomodori, pranzo al sacco, video
martedì 22 aprile 2008
La Caprese del Domani
Oggi abbiamo il privilegio di ospitare la ricetta di felicità di un caro ispiratore in gesti, immagini e sapori di Happy Kitchen. Siamo commossi dalla sua naturale capacità di immedesimarsi nel gioco della felicità in cucina, ma non dovevamo avere dubbi visto che alla domanda "come stai?"il suo "bEEEEEEne" riecheggia fiero e deciso tutto intorno, e sembra dire "io lo so sai come si fa".
Enjoy the future.
La Caprese del Domani
tanta mozzarella di bufala DOP
tanti pomodori profumati
basilico del davanzale
olio buono, sale un pizzico di pepe
Tappatevi in casa, mettete su un cd di balli popolari a coprire il rumore della pioggia. Indossate un maglione extra perché sembri più caldo.
La mozzarella di bufala, nella sua confezione ancora chiusa, è immersa in un ciotolo di acqua calda, in modo da riprendere sapore, ammorbidirsi e distendersi, rilassarsi, espandersi (Barbarina, napoletana, usa una metafora che non sto a ripetere).
Intanto il pomodorino, lì accanto, è immerso anche lui in acqua a dimenticare la terra. Anche voi, in questo momento, galleggiate in una piscina.
Il basilico: lo avete comprato e rinvasato troppo presto, con troppo entusiasmo. Sta lì a prendersi il freddo di aprile, ma gli date fiducia. Tagliate i gambi a modino, prendendo la parte con le foglie più in alto, così da far luce a quelle sotto che - credeteci, è importante - cresceranno a loro volta.
Aprite la bufala e annusatela a fondo. Tagliatela a fette, non prima di averle dato un bel morso, come si fa davanti al caseificio di Santa Maria Capua Vetere inchinandosi ben bene per non sgocciolare sui sandali. Credetevi a sud.
Tagliate i pomodori (inspirate, sorridete), addobbate, condite, muovete due passi a ritmo del cd di pizziche o tarantelle.
Se siete fortunati, un vecchio coinquilino ha lasciato delle friselle in fondo a una dispensa. Allora la piscina l'avrete anche a tavola: un bel coccino colorato pieno d'acqua in cui tuffare una ad una le friselle, pensando al mare.
G.C
Etichette: basilico, mozzarella, pomodori, sud
lunedì 21 aprile 2008
Pane al Pane
Ancora Pane, ma stavolta è una sfida e può essere che si vinca.
Ci si mette alla prova anche solo per avere delle conferme, che non tutto quello che sembra difficile è davvero difficile. E che anche queste sono piccole mete della vita.
Quel giorno che facemmo il pane
500 gr di farina tipo 0
300 gr di acqua del rubinetto
15 gr di lievito di birra
1 cucchiaio di sale
Fate sciogliere il lievito nell'acqua, unite alla farina e con un mestolo di legno cominciate a mescolare. Quando comincia ad essere amalgamato toglietelo dalla ciotola e mettetelo in un piano abbastanza largo di lavoro e cominciate a impastarlo. Mettetteci tutto,le dita, i polpastrelli,il desiderio,lo stupore di sentire che a un certo punto la consistenza dell'impasto cambia. L'impasto non deve mai essere appiccicaticcio, se è così aggiungete farina, se è troppo duro aggiungete acqua.
Quando vi faranno male le braccia, è l'ora di mettere l'impasto a lievitare dentro una ciotola che coprirete con uno strofinaccio stando attenti a non far passare aria. L'impasto deve rimanere 2,30-3 ore ad una temperatura di 25°, al caldo insomma, coccolato.
In queste tre ore di attesa fate qualcosa di bello, preparate altro cibo, mettetevi in ghingheri, non abbiate fretta.
Prendete l'impasto, stendetelo di nuovo su un piano infarinato fino a dargli una forma rettagolare. Arrotolatelo, come fareste con un poster e poi a pagnotta creata producete due tagli a formare una X.
Lasciatelo riposare ancora 45-60 minuti.
Infornate a 200 gradi fino a che la prova dello stecchino non lo dà per fatto.
Le reazioni al risultato possono essere variegate,potreste cominciare a ballettare vorticosamente, potreste essere colti da tic vari, potreste avere le lacrime agli occhi e anche tutte queste reazioni insieme. Soprattutto lasciatevi inebriare dal profumo di pane che inonda casa vostra.
E poi religiosamente, affettate.
Non dimenticate la cosa principale: in tutte queste fasi fate in modo di incrociare lo sguardo di qualcuno, ancor meglio se è quello delle persone che amate, casualmente e domenicalmente riunite intorno a voi.
Si incroceranno mondi che fanno il vostro mondo e sentirete qualcosa dentro,allo stato brado, che sa di cosa vera.Pane al pane.
"W Il Pane, W la Pace"
Fratelli Cervi, 1942
Etichette: pane
giovedì 17 aprile 2008
Lovely Breakfast
Le ricette di felicità le scopriamo giorno per giorno e giorno per giorno affiniamo,con stupore, la tecnica. Non che la felicità diventi un esercizio automatico, anzi, è piuttosto un esercizio di concentrazione.
Ci siamo resi conto che innanzitutto c'è bisogno di forze, vitamine e fantasia.
Oggi quindi serviremo la colazione, detta anche "colazione del campione", "colazione dell'ammmmore", "trattamento benessere","colazione di primavera".
Una volta ho letto una cosa sulla colazione, diceva che chi non mangia la mattina a colazione è come se rifiutasse in qualche modo di affrontare il giorno che gli sta davanti, è la scelta di voler cominciare, o ricominciare appunto.
La nostra colazione è così composta:
Spremuta d'Arance della Strada
Yogurt Bianco fatto in Casa
Torta Paradiso di Mamy
Spremuta d'Arance della Strada
Comprate una cassa d'arance, la soddisfazione più grande che potreste avere è trovarla presso qualche camioncino parcheggiato all'angolo della strada in cui abitate. Dopo la quarta volta che lo vedrete sulla strada con le cassette schierate non potrete resistetere alla tentazione di fermarvi seppur dubbiosi sulla provenienza delle arance e certi del loro alto contenuto di gas di scarico.
Il venditore/arancere/camionista farà anche finta di farvi un prezzo di favore,e voi lo sapete benissimo, ma la soddisfazione di andarvene con la cassetta di legno piena di arance varrà più della realtà dei fatti.
2/3 arance per un bicchiere
4/5 arance per due bicchieri
Yogurt Bianco fatto in Casa
Comprate quello che preferite, ma che si senta un pò l'acido del latte e dei fermenti vivi!E' quello il sapore originale!Happy Kitchen vi terrà sempre alla larga da tutto quello che è imitazione, surrogato, ipocalorico.
C'è anche una divertente e romantica macchinetta per fare lo yogurt, costa poco,dà molte soddisfazioni, vi permette di risparmiare e non consumare inutili vasetti di plastica.
Si prende un litro di latte intero si mescola ad un vasetto di yogurt intero o se preferite ai fermenti lattici vivi (se qualcuno usa questo metodo ci illumini)e si sposta il liquido nei vasetti, si lascia scaldare nella macchinetta apposita e dopo 10-12 ore, il composto da liquido sarà diventato solido e potrete consumarlo, non prima di averlo lasciato riposare almeno per un'ora in frigo. Il risultato è ottimo e potete sbizzarirvi con frutta, cioccolato o miele.
Soprattutto sentirete l'emozione delle cose fatte in casa, e vi verrà improvvisamente voglia di fare il pane, l'olio, il vino e magari anche di trasferirvi in campagna.
Torta Paradiso di Mamy
250 gr di zucchero
250 gr di farina
3 uova
1 confezione di panna liquida piccola
1 bustina di lievito
Sbattete lo zucchero con le uova fino ad ottenere....ebbene si, una specie di zabaione.
Se siete troppo emozionati per continuare, fermatevi pure qui. Riassaporate i vostri pomeriggi all'aperto, con la bici, il pallone,i gessetti, il grembiule della Nonna.
Se ce la fate a continuare, aggiungete successivamente e in quest'ordine la panna liquida, la farina, il lievito e riamalgamate insieme.
Verrà un composto mordibo e cremoso che avrete voglia di infilarci il dito, fatelo e poi trasferite il rimanente in una teglia, meglio se a forma di cuore.
Cuocetela in forno a 180° per 45 minuti, la prova dello stecchino vi dirà se è cotta o no.
P.S Il tempo di preparazione di questa torta è forse la ragione che vi convincerà a a provarla, 7 minuti se usate lo sbattitore elettrico, 15 se usate il mestolo.
Consigli d'uso per Lovely Breakfast
Fischiettate mentre spremete le arance.
Apparecchiate la tavola, per voi o per più persone ma non perdete l'abitudine di coccolarvi.
Potete scegliere ovviamente cosa mangiare, il consiglio è di mangiare la torta con lo yogurt, unirne i sapori, bere la vostra spremuta, fare un commento sulle arance, sulle stagioni, sul tempo che manca sempre, su certe cose che aiutano a catturare il tempo.
Variante della domenica
Per la domenica si consiglia di tenere qualche frutta fresca in casa e unirla al banchetto.Le fragole fanno molto colore e molto domenica, ma quando sarà il tempo, in un bel coccino sistemate delle Albicocche appena lavate, assaporatele insieme alla goccia d'acqua, affondate il morso e il naso dentro.
E Buon Inizio.
martedì 15 aprile 2008
Pane Secco
Happy Kitchen si scusa ma oggi non ha ricette felici da proporvi: consiglia comunque di congelare il congelabile, conservare pane secco e non buttare via gli scarti.
Non tutti gli scarti son da buttare.
Etichette: pane, pane secco, scarti
lunedì 14 aprile 2008
Farfalle alle Zucchine del Campo
Molti degli ingredienti delle ricette che leggerete provengono direttamente e con orgoglio "dal Campo".
"Il Campo" sta a questo blog come una biblioteca sta al sapere.
Almeno lì, la natura impone ancora le proprie regole e poi c'è la Terra, ci sono i lombrichi, le erbacce. Dall'ultimo aggiornamento ricevuto si trovano in ordine sparso di maturazione anche basilico, cipolle, insalata e radicchi vari, baccelli, saporitissima frutta -anche se le ciliege son difficili da far venir buone-, melanzane, piselli, zucche & zucchine e patate.
Se non avete il privilegio di un nonno contadino che può raccontarvi i segreti del Campo, la prima cosa che ho imparato io è che ci sono molte lezioni di vita tra una zolla di Terra e una verdura, e una di queste è che la Terra si stanca. Anche lei. Si.
La Terra si stanca e se per un anno intero è stata coltivata a patate, l'anno dopo, altra Terra permettendo, andrebbe lasciata riposare. Il famoso Maggese, direbbe Qualcuno!
Perchè la Terra si impegna, dona sali minerali e per riprodurli deve starsene lì beata a prendere pioggia per una stagione prima che sia pronta per una nuova coltivazione. In mancanza di Terra e avendo necessità di coltivare, si cambia verdura concedendo alla terra ospiti meno invasivi, nel caso della Terra in questione, zucchine.
Questa è la ragione per cui avrei dovuto parlarvi delle patate, ma vi parlerò delle zucchine:)
P.S Ognuno di noi avrebbe diritto al proprio Maggese, nell'impossibilità sistematica e fisica di quest'ultimo,il Campo consiglia di trovare la propria "pioggia di sali minerali" o il proprio "ospite meno invasivo" per alleggerirsi l'esistenza da, ahimè, fatiche & tristezze che impestano la vita quotidiana.
Farfalle alle Zucchine del Campo
ricetta facile per un giorno difficile
5 o 7 zucchine del Campo con fiore
farfalle q.b
olio
sale,peperoncino, prezzemolo, pepe se vi va
1 o 2 spicchi di aglio
Tagliate le zucchine del Campo a rondelle o, se vi rilassa di più a quadrettini. Tagliate anche i fiori. In una padella anti aderente mettete olio e aglio e soffriggete fino a che non ritenete che sia soffritto! Buttate le zucchine del Campo e i loro fiori e salate. Mescolate cuocendo a fuoco basso e aggiungete un pò d'acqua. Continuate a cuocere, aggiungete il peperoncino se vi va, il pepe se vi va, il prezzemolo se vi va e spengete quando le zucchine del Campo sono morbide e saporite. Tecnicamente si dice anche trifolate.
A parte, avrete fatto bollire l'acqua e buttato successivamente le farfalle. Una volta cotte, mescolate tutto insieme e mangiate lentamente.
P.P.S Un grazie particolare a R.C, senza il cui contributo, evidentemente, questa ricetta e i segreti del Campo non avrebbero potuto essere raccontati.
Etichette: campo, giorni difficili, pasta, zucchine
venerdì 11 aprile 2008
Sformato di broccoli Mercoledì
Oggi gli ingredienti per una cucina felice sono smalto e rossetto rosso fiammante.
Volevo inaugurare questo blog con gli onori con cui si va al primo appuntamento, agghindata e eccitata come chi comincia e chi, comunque, ci prova, anche se per gioco.
Oggi è venerdì, oggi è il mio primo post, oggi Friday I'm in love dei Cure è l' incoraggiamento e il ritmo musicale che mi dò.
Niente è un dettaglio quando si cucina. O quando si racconta di cucina:)
Quindi, così bardata, e di Venerdì, ripercorro la mia ricetta anche se parla di Mercoledì.
Sformato di broccoli Mercoledì
(Ah, perdonate l'approssimazione, ma è un pò il vanto di chi cucina...andare ad occhio!)
due ceste di broccoli
3 uova
un pò di latte
un pò di ricotta
una vaschetta di pancetta
sale
e ovviamente pepe
una spolverata di parmigiano
Lessate i vostri broccoli fino a poter affondarci dentro una forchetta, con metodi tradizionali vi ci vorrà almeno 20 minuti.
Trasferiteli in una padella antiaderente e cuoceteli ulteriormente aggiungendo via via un pò di latte, fino a che non otterete una pappina e tutte le parti del broccolo saranno ammorbidite.
A questo punto, un'operazione che io adoro, frullare. Sarà la parola in sè, "frrrrrrulllllare" che mette allegria, sarà il fascino di vedere un corpo solido farsi morbido e docile, ma le lame del mixer sono magiche.
Frullate dunque il composto fino ad ottenere una crema spumosa. In mancanza di mixer fate andare il broccolo e il latte il più possibile in padella, anche se il composto è più grezzo l'effetto non sarà compromesso...anzi!Non sempre l'intervento delle macchine migliora il risultato delle cose!
A questo punto sbizzarritevi..in una ciotola amalgate il composto di broccoli con 3 uova (anche due se non è molto), sale, pepe, pancetta (se avete il prosciutto cotto va benissimo, il sapore sarà più dolce) e la ricotta. Improfumate, mescolate, assaggiate e quando il verdolino del composto vi soddisferà, spostatelo in una teglia da forno, spolveratelo con del parmigiano e poi fate una giravolta su voi stess* in celebrazione della conclusione del piatto (vi capita così spesso di portare a termine una cosa? a me no!ecco perchè la cucina è un esercizio sano, contribuisce all' autostima!).
Infornatelo, a forno già caldo, 180°, diciamo per 45 minuti...quando il parmigiano comincia a scurirsi vuol dire che è cotto.
Questo è il classico piatto da metà settimana, quando il frigo ospita ancora gli ingredienti della spesa del week end ma qualcosa già comincia a deteriorarsi...ed è un piatto che non ha pretese di essere la star del pasto, ma neanche l'ultimo arrivato. Un Mercoledì insomma.
Ah, porta anche fortuna...ma questa è un'altra storia.
Always take a big bite
It's a gorgeous sight
to see you eat in the middle of the night
You can never get enough
enough of this stuff
It's Friday I'm in love!
sabato 5 aprile 2008
La Torta di Ricotta
gli ingredienti sono pochi ma essenziali:
250 gr di farina
250 gr di zucchero
250 gr di ricotta
1 bustina di lievito
3 uova
scorza di limone
zucchero a velo
Mescolare la ricotta con lo zucchero, aggiungere i tuorli delle uova (i bianchi metteteli in un altro recipiente), la farina ed il lievito.
Io uso il cucchiaio di legno, perché mi piace, mi rilassa e mi sembra che funzioni proprio bene...
Montare il bianco delle uova a neve (per capire quando è montato bene basta frullare fino a che si formano le "pieghe") e mescolare assieme al resto.
Aggiungere un po' di scorza di limone e infornare per 40 minuti a 180°.
Per essere certi della cottura infilate uno stuzzicadenti, se è asciutto vuol dire che è cotta.
Finito tutto cospargere di zucchero a velo.
(NOTA DELLA NONNA: se non avete lo zucchero a velo, potete tritare lo zucchero bianco...)
giovedì 3 aprile 2008
Benvenut* nella nostra cucina felice!
Questo blog non sarà solo una bacheca di ricette...
Vogliamo arrivare a descrivere gli odori e i sapori degli ingredienti necessari per una cucina felice!
Vogliamo arrivare a dimostrare che basta un cucchiaio di legno, un forno, una pentola e pochi attrezzi per rimettere tutti i pezzi di un'esistenza al suo posto, in un equilibrio di gusto, sapore, che coinvolge corpo e mente!
In cucina nascono i discorsi più impegnati, le storie più belle, le risate più fragorose... per ricordarcene, per condividerle, per aiutare chi sta cercando qualche ricetta di felicità... e un po' così perché ci va, posteremo su questo blog quello che di solito è rimasto segreto nelle mail che frequentemente ci scambiamo sull'argomento :-)
Il motto è cucina semplice, cioè qualcosa che è effettivamente realizzabile, non ricette incredibili con milioni di ingredienti e difficili che ti frustrano e basta! Per questo happy kitchen!
Naturalmente siamo aperte a commenti / suggerimenti / ricette / consigli etc.
A presto,
Kay e Checcaos
